Oltre la realtà

Se alla continua diffusione e alla profonda e spesso inconscia assimilazione del mondo virtuale che ci circonda, e sempre più tende a orientare e dirigere le nostre vite, aggiungiamo il conformismo predominante dell’informazione e non solo di quella mainstream, possiamo meglio comprendere il momento storico in cui viviamo. Come ci ricorda David Colon, docente di Storia della comunicazione, media e propaganda allo Science Po Centre d’Histoire di Parigi, è in corso un acceso scontro globale per la conquista del consenso che contrappone gli stati autoritari alle democrazie, e può svilupparsi anche all’interno dei paesi democratici, ma oltre ai numerosissimi conflitti che insanguinano il pianeta, una violenza sottile e insinuante avvolge le nostre esistenze.

Flusso continuo di informazioni
Viviamo in una realtà minacciata da ideologie autoritarie basate su visioni del mondo distopiche, una forma subdola di repressione della nostra autonomia personale, che si nasconde dietro una libertà solo apparente. Con impalpabili messaggi subliminali, giorno dopo giorno mette in pericolo le conquiste in termini di diritti civili e umani. Una violenza che si insinua nelle nostre vite attraverso un diffuso senso di ansia e genera un ambiguo sentimento di paura di cui non sempre siamo consapevoli. Un mondo frammentato formato da simulacri virtuali, da meme, troll, algoritmi e intelligenze artificiali, in cui è spesso difficile distinguere il vero dal falso, la propaganda dai fatti reali. Ci siamo così abituati a storie senza fine, a un tempo brevissimo di attenzione alle parole e alle immagini, che muta i nostri processi cognitivi e ci lascia impreparati alla dialettica democratica, al confronto tra diverse opinioni Per superare queste barriere è allora necessario proteggere o ripristinare l’integrità dello spazio pubblico con media di qualità, educazione al pensiero critico e campagne di informazione senza mai limitare la libertà di opinione, informazione e manifestazione. Come sottolinea il filosofo sudcoreano Byung-chul Han, docente di Teoria della cultura all’Universität der Künste di Berlino nel suo libro Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale (Einaudi, pp. 120, 13,50 euro, eBook 7,99. euro), le realtà immateriali hanno sostituito gli oggetti concreti all’interno della vita quotidiana. Un passaggio epocale che ci aliena dal mondo reale perché il flusso continuo di informazioni, dati e rappresentazioni digitali non possiede né stabilità né durata e crea un processo che genera un forte senso di straniamento, riduce le persone a spettatori isolati con la sola mediazione dell’intelligenza artificiale e di social media freddi e impersonali. Per Han bisogna quindi tornare alle relazioni autentiche perché senza il recupero dell’esperienza concreta, rischiamo di perderci in un caos indefinito.

Installation view “Model Collapse”, Vienna Digital Cultures / Kunsthalle Wien 2025. Photo: Iris Ranzinger

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